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Invito alla conferenza "Animare l'inanimato. La fisica fantastica dei cartoon"

27 ottobre 2025 alle 18:30, Liceo di Bellinzona, aula multiuso (blocco A)

Gli antichi avevano i miti, le leggende e le fiabe, noi abbiamo i cartoni animati. Per le generazioni del nostro tempo, cresciute in compagnia di “nonno” Topolino (1928) e “zio” Bugs Bunny (1938), e che si affacciano sul cupo mondo globalizzato con i palloncini colorati della casa volante di Up, le battute ciniche di Homer Simpson, i castelli erranti di Miyazaki, i disegni infantili di Peppa Pig o il volto segnato dalla goccia di sudore del Nobita di Doraemon, gli autentici miti d’oggi sono i cartoons. Il loro mondo che, come insegna il capolavoro di Zemeckis, Chi ha incastrato Roger Rabbit?,  è solo al di là della parete di abitudini che rassicura l’angusta realtà in cui viviamo, segue e non segue la fisica del nostro, che già da Aristotele a Einstein passando per Newton ha subito notevoli cambiamenti. Il mondo dei cartoni animati condivide ma anche sospende le nozioni dello spazio e del tempo trasformandole nell’universo cangiante delle emozioni di ciascuno. I cartoons ci restituiscono il punto di vista del minimo, dell’infimo e dell’escluso, di quella che Adorno chiamerebbe “la vita offesa” e ci invitano a una pacifica riscossa. Nella miriade di storie e di personaggi che questo meraviglioso alter mundus offre allo sguardo, ecco comparire delle costanti che ricuperano l’ingenuità dell’infanzia e la sua latente carica rivoluzionaria. Cominciare da capo allora è possibile. Si può “costruire nell’azzurro”, come scriveva Ernst Bloch, che avrebbe trovato conferma della bella formula del principio-speranza nella carta da parati celeste, con le nuvolette paffute, che fa da sfondo al logo di Toy story.