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Invito alla presentazione della raccolta poetica

4 maggio 2026 alle 16:30, Liceo di Bellinzona, Biblioteca (blocco A)

«Conosco Mattia Bettoni da più di dieci anni: da quando, in un giorno del 2013, entrai per la prima volta in una classe del Liceo cantonale di Lugano 1. In primo banco, se non ricordo male, c’era proprio lui: un ragazzo un po’ arrabbiato di sedici anni dai capelli lunghi e lo sguardo curioso, affilato, che nel corso delle settimane e dei mesi, in una classe non proprio semplicissima, si appassionò alla letteratura, specialmente alla poesia, scoprendo che nelle parole dei poeti più apparentemente disillusi (Leopardi, Montale) c’era in realtà un combustibile che lo riguardava e gli dava forza. […] le Proiezioni ortogonali che ha disegnato in queste pagine […] sono il frutto di un lavoro attento e di una costruzione a tratti persino iperconsapevole, caratteristica che contraddistingue buona parte della poesia prodotta dalla nuova generazione di poeti-studiosi (spesso poeti-dottorandi). Eppure, allo stesso tempo la poesia di Bettoni si distingue da quella algida e cerebrale di alcuni suoi coetanei per un suo tratto precipuo: la centralità dell’esperienza del soggetto che guarda e scrive, che attraversa la «stratificazione urbana» e la «città dormiente» e la interroga, la perlustra, la provoca anche velenosamente alla ricerca tenace, e non per forza vittoriosa, di un senso. […]»   (dalla Postfazione di Massimo Gezzi)